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  • Paolo Pozzan - Advogado

REGIME GENERALE DI PROTEZIONE CONTRO LA CORRUZIONE E DI PROTEZIONE DEI DENUNCIANTI

A dicembre 2021 sono stati pubblicate due legislazioni in Portogallo direttamente applicabili a tutte le aziende portoghesi con più di 50 dipendenti, le quali stabiliscono determinate obbligazioni al fine di mettere in atto determinati procedimenti volti a sanzionare gli atti di corruzione e le infrazioni correlate, e deve comprendere perlomeno:


- la creazione di un piano di prevenzione dei rischi di corruzione e delle infrazioni connesse (PPR);

- un codice di condotta

- un programma di formazione

- un canale di denuncia (whistleblowing)


In particolare, per quanto riguarda i CANALI DI SEGNALAZIONE, è stata creata una legislazione autonoma al fine di proteggere la figura del denunciante da conseguenze o ritorsioni:

Le aziende sono quindi obbligate a implementare un canale interno di whistleblowing allo scopo di facilitare segnalazioni di reati che possono rientrare nel concetto di corruzione e reati correlati.

I canali interni di whistleblowing devono garantire sicurezza (riservatezza e/o anonimato, integrità e conservazione della denuncia, dell’identità del denunciante e dei terzi denunciati) e sono gestiti internamente da persone o servizi designati a questo scopo, allo scopo di:

- ricevere i reclami

- dare seguito ai reclami ricevuti.


CARATTERISTICHE DEL CANALE DEI RECLAMI

Il canale per presentazione dei reclami (whistleblowing) deve:

- Consentire l'invio sicuro e il follow-up dei reclami;

- Assicurare la completezza, l'integrità e la conservazione della denuncia;

- garantire la riservatezza dell'identità o l'anonimato degli informatori;

- garantire la riservatezza dell'identità di qualsiasi terza parte citata nella denuncia

- prevenire l'accesso di persone non autorizzate.


FORMA E AMMISSIBILITÀ DELLA DENUNCIA INTERNA TRAMITE WHISTLEBLOWING

- è possibile presentare reclami per iscritto e/o verbalmente;

- Le denunce possono essere presentate dai lavoratori, in modo anonimo o con l'identificazione del denunciante.

Se la denuncia verbale è ammissibile, deve rispettare determinati procedimenti previsti dalla legge.


SEGUITO DELLA DENUNCIA INTERNA

Una volta ricevuto il reclamo – inizia a decorrere per l’Azienda un termine per notificare il denunciante, al fine di prestargli alcune informazioni obbligatorie.

Parallelamente l'azienda deve intraprende azioni appropriate al fine di verificare internamente i fatti oggetto della denuncia.

Entro il termine di 3 mesi dal ricevimento del reclamo l’azienda deve effettuare le comunicazioni volte a rendere note le misure previste o già adottate a seguito del reclamo ricevuto.


RISERVATEZZA

La legislazione prevede che siano adottati da parte dell’Azienda determinati procedimenti al fine di salvaguardare l'identità del denunciante, così come qualsiasi informazione che direttamente o indirettamente riconduca alla sua identità, garantendo quindi la confidenzialità e l’accesso limitato e riservato ai dati unicamente alle persone incaricate.

- l'identità del whistleblower può essere rivelata solo ni casi previsti dalla legge

- l’eventuale divulgazione delle informazioni contenute nella denuncia è sempre preceduta da una comunicazione al whistleblower indicando i motivi di tale divulgazione (e sempre che non metta in pericolo eventuali indagini di autorità esterne)


CONSERVAZIONE DEI RECLAMI

- Le aziende devono tenere un registro dei reclami ricevuti e conservarlo per almeno 5 anni e comunque, a prescindere da questo periodo, devono essere mantenuti sempre che siano in corso dei procedimenti giudiziari o amministrativi sorti a seguito della denuncia.

- Nel caso di denunce verbali devono essere prese determine misure per la raccolta e registrazione (scritta o su supporti informatici o magnetici) delle denuncia, e dovendo essere adottati determinati procedimenti volti a garantire la loro veridicità e fedeltà.

MISURE DI PROTEZIONE DEL DENUNCIANTE

La legge di protezione del denunciate prevede l’applicazione automatica ed imperativa di determine misure volte a proteggere il denunciante da qualsiasi tipo di conseguenza o ritorsione.

Considerandosi nei termini di legge, atto di ritorsione un atto o un'omissione (così come le minacce e i tentativi) che, direttamente o indirettamente, in un contesto professionale e motivato da una denuncia interna o esterna o da una divulgazione pubblica, causa o può causare al denunciante, in modo ingiustificato, un danno materiale o non materiale.

I seguenti atti, se compiuti fino a due anni dopo la denuncia o la divulgazione pubblica, si presume siano motivati da una denuncia o divulgazione pubblica interna o esterna, fino a prova contraria:

a) Cambiamenti nelle condizioni di lavoro, come funzioni, orari, luogo di lavoro o retribuzione, mancata promozione del dipendente o violazione dei doveri lavorativi;

b) Sospensione di un contratto di lavoro;

c) Valutazione negativa delle prestazioni o referenze negative ai fini dell'impiego;

d) Mancata conversione di un contratto di lavoro a tempo determinato in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, quando il lavoratore aveva legittime aspettative di tale conversione;

e) Non rinnovo di un contratto di lavoro a tempo determinato;

f) Licenziamento;

g) Inclusione in una lista, basata su un accordo di settore, che può portare all'impossibilità per il denunciante di trovare lavoro nel settore o nell'industria in questione in futuro;

h) Risoluzione di un contratto di fornitura o di prestazione di servizi;

Qualsiasi sanzione disciplinare applicata al dipendente nei 2 anni seguenti alla denuncia si presume abusiva.


PPA - ADVOGADOS

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